Inflammaging
Cos‘è l’Inflammaging e perché è importante
Il termine “Inflammaging” definisce lo stato infiammatorio cronico, acuto o subclinico sistemico comune a molte malattie età-correlate. Al processo di invecchiamento contribuiscono i biomarker dell’aging, marcatori che incidono attraverso complessi meccanismi biochimici e biofisici, alterando l’integrità del DNA cellulare e danneggiando proteine, lipidi e carboidrati.
È noto da tempo che la vecchiaia sia caratterizzata da uno stato pro-infiammatorio, come dimostra anche la VES, un test di laboratorio spia di un processo infiammatorio in atto, i cui valori aumentano con l’età. L’inflammaging costituisce un fattore di rischio significativo sia per la morbilità che per la mortalità, ed è quindi fondamentale identificare i percorsi che possano controllare questa infiammazione legata all’età.
Il ruolo dell‘infiammazione cronica nell’invecchiamento
L’infiammazione ha un duplice ruolo: da un lato è necessaria per far fronte agli agenti dannosi e per la sopravvivenza; dall’altro, l’esposizione cronica ad antigeni induce uno stato infiammatorio cronico di basso grado che contribuisce alla morbilità e mortalità associate all’età. L’infiammazione cronica è considerata la madre di tutte le lesioni, con correlazioni in ambito oncologico, cardiovascolare e neurodegenerativo.
Nel suo insieme, l’infiammazione cronica può essere descritta come una condizione di irritazione profonda, subdola e silente dei tessuti, che può restare latente anche per decenni ma che nel tempo risulta molto più distruttiva rispetto alla semplice infiammazione acuta. La chiave per invecchiare con successo è quindi ridurre l’infiammazione cronica senza compromettere la risposta acuta agli agenti patogeni.
Obesità, stile di vita e infiammazione
L’obesità rappresenta un grave fattore di rischio per numerose patologie — diabete, ipertensione, malattie ischemiche, ictus e cancro — e il tessuto adiposo viscerale diviene sede di un processo flogistico cronico con ripercussioni locali e sistemiche. Le specie reattive dell’ossigeno causano l’espressione di citochine infiammatorie, e quando queste sono elevate nella circolazione, l’accumulo di energia provoca un’infiammazione cronica sistemica.
Questo tipo di infiammazione può essere limitata o prevenuta con la restrizione calorica, che ritarda l’invecchiamento e previene le malattie correlate attraverso molteplici meccanismi. Un basso stato di infiammazione contribuisce alla ridotta incidenza di osteoporosi, morbo di Alzheimer, malattie cardiovascolari e cancro negli anziani.
I marcatori biologici per monitorare l’Inflammaging
Un modo per valutare l’equilibrio della bilancia infiammatoria è la misurazione del rapporto omega-6/omega-3 (test degli eicosanoidi o omega screening), con parametri ottimali di 3:1 per il rapporto AA/EPA e 1:1 per il rapporto AA/DHA. Una dieta bilanciata negli omega-3 e una supplementazione di EPA/DHA sono in grado di contrastare la senescenza cardiovascolare e cerebrale.
Altri marcatori fondamentali da monitorare sono la PCR (proteina C reattiva) — valori elevati sono associati a un significativo aumento del rischio cardiovascolare — e il fibrinogeno, coinvolto nella risposta infiammatoria sistemica, i cui livelli ottimali dovrebbero mantenersi al di sotto dei 300 mg/dl.

