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Dott.ssa Stefania Montemagno: Microbioma e sindrome del colon irritabile (IBS)

La sindrome del colon irritabile (IBS) rientra tra i disturbi funzionali gastrointestinali e viene definita come dolore o disagio addominale. Colpisce circa 12 milioni di persone in Italia con una prevalenza doppia nelle donne e colpisce persone di tutte le età, anche i bambini. Ha un quadro sintomatologico con vari gradi di intensità, da disagio lieve a grave con un impatto sulla qualità di vita e sulle attività del soggetto.

I sintomi clinici dell’IBS comprendono: meteorismo, flatulenza, crampi addominali, diarrea o all’opposto stipsi persistente, nonché altre comorbilità somatiche, viscerali.

Le cause sono ancora da accertare ma una parte dei casi ha esordio a seguito di una gastroenterite. Lo stress e altri fattori legati allo stile di vita possono avere un impatto importante sui sintomi.

In alcuni soggetti, una volta escluse altre patologie attraverso l’iter diagnostico, il medico può formulare la diagnosi di IBS, riconducibile a fattori psicosomatici che, portano ad una mancata eubiosi intestinale e quindi una sintomatologia che in alcuni casi il paziente non sa come gestire.

Tra i test di laboratorio che vengono consigliati vi sono:

– Emocromo

– Anticorpi per celiachia

– Calprotectina fecale

– Breath test al lattulosio

– Colonscopia

Al momento non esiste un trattamento farmacologico in grado di attenuare i disturbi tipici dell’IBS.

Come intervenire?

Il presupposto fondamentale è formulare una dieta personalizzata in base alla severità dei sintomi, prevalenza e al grado di cronicizzazione dell’IBS che permetterà di regolare il transito intestinale, ripristinare la normale permeabilità intestinale, ricostruire il microbioma e modulare l’infiammazione locale e sistemica.

E’ necessario quindi e diverse prove scientifiche lo confermano, per ottenere validi risultati nella dietoterapia, conoscere la salute del nostro microbioma intestinale che rappresenta il punto di partenza nel trattamento dell’IBS e che ha influenza sul nostro benessere psicofisico.

Da quanto detto, emerge quanto sia importante conoscere il genoma del proprio microbioma intestinale e quanto sia indispensabile caratterizzarlo grazie ad un’analisi non invasiva del materiale fecale. Un microbioma equilibrato permetterà di modulare correttamente la risposta immunitaria e l’infiammazione e sarà possibile gestire correttamente l’IBS ma anche altre problematiche connesse con la salute del microbioma intestinale.

Dott.ssa Montemagno Stefania

Reference:

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  4. Hot topics in gut microbiota Joe¨l Dore, Magnus Simre´, Lisa Buttle and Francisco Guarner.  United European Gastroenterology Journal · October 2013 DOI: 10.1177/2050640613502477
  5. Why does the microbiome affect behaviour? Katerina V.-A. Johnson & Kevin R. Foster  Nature Reviews Microbiology volume 16,  (2018)
  6. Mind-altering microorganisms: the impact of the gut microbiota on brain and behaviour. John F. Cryan & Timothy G. Dinan Nature Reviews Neuroscience volume 13, pages701–712(2012).

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