Streptococco: cos’è e come si cura?
Streptococco: cos’è?
Lo Streptococco è un tipo di batterio appartenente alla famiglia Streptococcaceae.
Esistono diversi tipi di Streptococchi: alcuni sono innocui, altri invece possono causare infezioni anche importanti. Lo Streptococco è responsabile di diverse infezioni, tra cui infezioni alla gola, all’orecchio, alle vie respiratorie superiori e inferiori e infezioni cutanee.
La forma più comune di infezione è la faringite streptococcica, causata dal ceppo Streptococcus pyogenes. La trasmissione avviene attraverso il contatto diretto con le secrezioni provenienti dalla bocca o dal naso di individui infetti ed è altamente contagiosa.
Anche i portatori asintomatici possono trasmettere il batterio, anche se l’infezione asintomatica risulta meno contagiosa.
Chi può contrarre lo Streptococco?
Chiunque può contrarre il batterio, ma alcuni fattori aumentano il rischio di contagio:
Il mal di gola da streptococco è più frequente nei bambini rispetto agli adulti, soprattutto nella fascia d’età compresa tra i 5 e i 15 anni. L’infezione, invece, è rara sotto i 3 anni;
I luoghi affollati come scuole, asili e ambienti con elevato assembramento aumentano il rischio di diffusione;
Lo stretto contatto con una persona infetta resta il principale fattore di rischio.
I sintomi dello Streptococco
I sintomi più comuni includono:
- mal di gola;
- tonsille gonfie;
- febbre;
- dolore addominale;
- difficoltà a deglutire;
- mal di testa;
- stanchezza.
Nei bambini i sintomi possono manifestarsi anche in modo meno specifico, con mal di testa, mal di stomaco, nausea e/o vomito.
In genere non si tratta di un’infezione pericolosa ma, se trascurata, può provocare complicanze anche gravi come febbre reumatica, insufficienza renale, polmonite, scarlattina e infezioni del sangue.
Come si cura lo Streptococco?
Una volta diagnosticata l’infezione, è importante utilizzare l’antibiotico corretto.
La terapia antibiotica dipende dal tipo di infezione e dalla gravità dei sintomi. In genere, l’antibiotico più utilizzato è l’Amoxicillina. Con un corretto trattamento antibiotico, spesso già dopo il primo giorno la febbre tende a diminuire e, nei successivi 2-3 giorni, anche gli altri sintomi migliorano progressivamente.
In caso di allergia all’Amoxicillina, è possibile utilizzare altri antibiotici come l’eritromicina, che tuttavia può essere associata a fenomeni di resistenza.
L’antibiotico, oltre a limitare la diffusione dell’infezione, aiuta a guarire più rapidamente e a prevenire eventuali complicanze.

