HPV: il nostro test identifica le infezioni persistenti HPV con tecnologia APTIMA

Esecuzione del test genetico per emocromatosi ereditaria tramite prelievo di sangue

Il ruolo clinico del Test HPV RNA e l’importanza della persistenza virale

Ecco una versione corretta e ottimizzata del testo. Ho migliorato la fluidità, eliminato qualche ripetizione e corretto un piccolo refuso (“Tale rischio” invece di “Tale test”) per renderlo più professionale e scorrevole.

Il Test HPV RNA consente l’identificazione delle infezioni persistenti da HPV. Esistono 14 genotipi di HPV classificati ad alto rischio (16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 66, 68) e correlati allo sviluppo di neoplasie: tra questi, i genotipi 16 e 18 contribuiscono a circa il 70% dei tumori del collo dell’utero.

Vantaggi diagnostici e applicazione nei protocolli di screening

L’identificazione delle infezioni persistenti è un obiettivo primario, poiché i casi che non regrediscono spontaneamente hanno maggiori probabilità di causare alterazioni cellulari, lesioni precancerose o carcinomi invasivi. Si è reso quindi necessario un test affidabile in grado di distinguere tra infezioni transitorie e persistenti.

A differenza dei tradizionali test, il test HPV-RNA fornisce informazioni di maggiore rilevanza clinica: identifica se il genoma virale è integrato a livello cellulare e rileva l’aumentata espressione delle oncoproteine, potenziale prodromo di una lesione di alto grado o neoplastica. Questo approccio diagnostico offre la medesima sensibilità clinica dei test a DNA ma una superiore specificità, garantendo un elevato valore predittivo e un minor numero di falsi positivi; per questo motivo è particolarmente indicato nei protocolli di screening.

Il test permette quindi di identificare (ma non di tipizzare) con elevata sensibilità e specificità l’mRNA di 14 ceppi di HPV ad alto rischio. Può essere utilizzato in combinazione con la citologia (Pap-test) e l’HPV DNA Test, oppure impiegato come unico esame di screening di primo livello, da far seguire dalla citologia in caso di positività.

Infine, l’assenza di mRNA di HPV riduce l’ansia delle pazienti ed evita il ricorso a trattamenti o approfondimenti superflui, anche in presenza di un test DNA positivo. Al contrario, la positività identifica con precisione le pazienti in cui l’espressione dell’mRNA per le proteine virali E6 ed E7 indica una maggiore probabilità di evoluzione verso una lesione neoplastica.

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