Esame citologico urinario
Citologia urinaria: a cosa serve?
L’esame citologico urinario riveste un ruolo importante nella diagnosi, nello screening e nel follow-up delle neoplasie vescicali e, più in generale, dell’apparato escretore.
La citologia urinaria viene generalmente effettuata in soggetti a rischio quali:
- individui con sintomatologia urinaria (ematuria, pollachiuria, stranguria);
- lavoratori esposti ad agenti cancerogeni come le amine aromatiche;
- pazienti sottoposti a irradiazione della pelvi o a cicli di ciclofosfamide;
- pazienti in trattamento per neoplasia dell’urotelio, vista l’elevata frequenza delle recidive.
L’indagine presenta buone possibilità diagnostiche nei tumori papillari di medio e alto grado e nel carcinoma in situ non papillare.
Come funziona l’esame?
Normalmente l’urina è un liquido prodotto durante la funzione escretrice renale. Durante il passaggio attraverso tubuli, pelvi renale, uretere, vescica e uretra, raccoglie cellule provenienti dagli epiteli di questi organi.
Poiché le urine sono isotoniche, spesso non rappresentano un ambiente favorevole per le cellule desquamate; per questo motivo possono risultare scarsamente cellulari e talvolta difficili da valutare al microscopio.
Negli ultimi 20 anni la citologia urinaria è stata ampiamente utilizzata nella diagnosi e nel follow-up delle neoplasie vescicali ed è ancora considerata un esame fondamentale per questa patologia.
Sintomi delle neoplasie vescicali
Il quadro clinico delle neoplasie vescicali si manifesta generalmente con ematuria macroscopica, cioè presenza di sangue nelle urine visibile a occhio nudo.
Talvolta possono comparire anche sintomi di irritabilità vescicale come:
- pollachiuria;
- stranguria;
- tenesmo;
- minzione imperiosa.
Questi sintomi si riscontrano soprattutto nelle neoplasie infiltranti.
È importante considerare anche patologie infiammatorie, come la cistite emorragica, il cui quadro clinico può risultare molto simile. In questi casi, un corretto esame citologico del sedimento urinario può aiutare a escludere o confermare la presenza di una neoplasia.
Raccolta del campione e fattori che alterano l’esame
Per un accurato iter diagnostico è fondamentale che il campione urinario sia accompagnato da una dettagliata storia clinica del paziente, dalle modalità di raccolta e conservazione del campione e dalle eventuali terapie in corso o pregresse.
La cellularità e la morfologia cellulare possono infatti essere alterate da:
- manovre invasive come cistoscopia o cateterismo;
- infezioni e infiammazioni;
- recenti interventi chirurgici;
- immunoterapia;
- radioterapia;
- chemioterapia locale o sistemica.

